News della Bottega
Vi sveliamo i 5 trucchi per conservare al meglio i formaggi a casa
Nel periodo estivo è necessario prestare ancora più attenzione alla conservazione dei latticini, in particolare degli stracchini che sono molto delicati, per poter percepire tutti i profumi e gli aromi, come se fossero appena stati acquistati.
Capita spesso che dopo aver mangiato un pezzo di formaggio dobbiamo cercare di preservare al meglio quello che avanza, senza che si indurisca, si ricopra di muffa o diventi rancido.
Trovare la strategia corretta non è così scontato, potranno esservi utili questi 5 semplici accorgimenti per riuscire a mantenerlo fresco e ricco di sapore.
- Scegliere confezioni non troppo grandi
Se potete scegliere preferite dei pezzi piccoli di formaggio, da consumare in pochi giorni, senza doverli lasciare nel frigorifero troppo a lungo. - Non usare la pellicola
Sembra strano perchè qualcuno di voi magari lo fa sempre, ma quando lo riponete, evitate di utilizzare la pellicola per avvolgerlo: è preferibile la carta oleata per alimenti, che non rilascia sostanze chimiche. Bisogna farla aderire bene alla parte tagliata, per preservare l’umidità del prodotto e non ossidarlo. - Incartare singolarmente i formaggi
Per evitare il proliferare di muffe e profumi i formaggi non andrebbero mai messi in contenitori insieme, ma incartati singolarmente pezzo per pezzo. - Dove conservarli
Il luogo ideale sarebbe la cantina con il corretto tasso di umidità. Chiaramente si può dirottare sul frigorifero, in particolare utilizzando il cassetto per le verdure. - Tenerli a temperatura ambiente prima di consumarli
I formaggi a pasta dura andrebbero tolti e lasciati a temperatura ambiente almeno per 1 ora e mezza prima di essere consumati, in modo da poter apprezzare al meglio profumi e aromi.
Quando hai voglia di qualcosa di veramente sfizioso, , quando ti senti in vena di gustare comodamente seduto sul divano in compagnia delle tue serie tv preferite preferite uno stuzzichino goloso, beh, c’è una parola che si materializza spontaneamente in mente: crocchette…si ma ancora più sfiziose con la Mortadella!
Una ricetta semplice e di sicura riuscita, un impasto saporito reso così morbido dall’aggiunta delle patate e, infine, una frittura eseguita a puntino e incredibilmente dorata.
PREPARAZIONE: 20 min. COTTURA: 45 min.
DIFFICOLTÀ: facile COSTO: economico
CROCCHETTE DI MORTADELLA: INGREDIENTI PER CIRCA 25 CROCCHETTE DA 35 G L’UNA
PER LE CROCCHETTE
patate lessate 500 g
mortadella affettata 300 g
formaggio grattugiato 100 g
pistacchi non salati 30 g
sale q.b.
pepe nero macinato q.b.
PER IMPANARE
uova 3
pangrattato 500 g
PER FRIGGERE
olio di arachidi 1 l
CROCCHETTE DI MORTADELLA: PROCEDIMENTO PER L’IMPASTO
Per preparare le crocchette di mortadella, per prima cosa lava le patate sotto abbondante acqua fresca corrente e mettile a lessare in una pentola con acqua salata per circa 40 minuti: È importante per una cottura omogenea scegliere delle patate più o meno tutte della stessa grandezza. In questo modo, infatti, non vi ritroverete con delle patate più cotte di altre. Una volta pronte le patate andranno private della buccia e poi ridotte in purea utilizzando un apposito strumento.
Nel frattempo, frulla la mortadella fino a ottenere una crema omogenea e tienila da parte.
*Se, invece, preferite avvertire più nettamente la mortadella riducetela in piccoli cubetti al coltello.
Quando le patate saranno cotte, scolale e sbucciale, poi passale al setaccio o schiacciale con una forchetta.
Mettile in una ciotola e aggiungi la crema di mortadella che hai preparato in precedenza, il formaggio grattugiato, i pistacchi tritati grossolanamente, il sale e il pepe. Amalgama bene tutti gli ingredienti.
PREPARARE LE CROCCHETTE
Amalgamate per bene il tutto fino a quando avrete ottenuto un composto morbido ma compatto al tempo stesso. Prelevate dal composto una piccola manciata così da formare le vostre crocchette dandogli la classica forma allungata. Continuate in questo modo fino a quando avrete realizzato tutte le crocchette di patate e mortadella.
Una volta terminato l’impasto, scalda l’olio, portandolo alla temperatura di 175, e friggi le crocchette.
*Potete anche decidere di cuocere le crocchette di patate e mortadella in forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti.
Quando le crocchette saranno benne dorate, scolale con una schiumarola e ponile su un foglio di carta assorbente da cucina in modo da eliminare l’olio in eccesso. Servi le crocchette ben calde e buon appetito!
In alternativa potete preparare delle crocchette di patate e speck .
Conservazione
Le crocchette di patate e mortadella si conservano per al massimo un paio di giorni in un contenitore ermetico.
Prima di essere servite di nuovo, però, sarà necessario scaldarle. Se volete servirle a temperatura ambiente lasciatele fuori dal frigorifero per almeno un’ora.
Estate, tempo di prosciutto e melone.
Sarebbe contento Galeno, il medico personale dell’imperatore Marco Aurelio prima e del figlio Commodo poi.
Secondo le teorie del suo tempo il calore del corpo umano era dovuto a un «fuoco interno» che ardeva e scaldava le membra. Quindi bisognava stare molto attenti a non spegnere tale fuoco immettendo nel corpo cibi freddi e umidi che avrebbero potuto intaccare il vigore delle fiamme interne. Uno dei cibi caldi e umidi per eccellenza era la frutta, della quale, comunque, i Romani erano ghiotti. La dieta degli antichi romani era sostanzialmente vegetariana: cereali e latticini, frutta e verdura, carne ne mangiavano, ma poca, apprezzavano, invece, il pesce.
L’origine dei sapori agrodolci
Che fare, quindi? Semplice: i cibi freddi e umidi andavano abbinati a cibi caldi e secchi, in grado di mitigarne gli effetti. Alla frutta bisognava affiancare prosciutto o vino, in modo da mitigare le conseguenze negative sulla salute. Ecco spiegato da dove vengono certi sapori agrodolci che talvolta sembrano non trovare altre corrispondenza nel nostro modo di nutrirsi: formaggio con le pere, melone col Porto, pesche col vino e, per l’appunto, prosciutto e melone.
L’invenzione del prosciutto crudo
Per quanto riguarda il prosciutto, crudo ovviamente, le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Gli archeologi che si occupano dell’Etruria padana del V sec. a.C. hanno rinvenuto numerosi resti ossei di maiali privi degli arti posteriori. Poiché in quest’area è compresa pure l’attuale Emilia, ecco che il cerchio si chiude: il prosciutto di Parma e di Modena era già noto al tempo degli etruschi.
I romani fanno un’eccezione alla loro dieta a base di vegetali proprio per il prosciutto, che apprezzavano moltissimo. Ai nostri occhi, tuttavia, il prosciutto dei Romani appare più una carne salata che un prosciutto crudo perché ancora manca l’elemento che nei secoli successivi diventerà fondamentale per la stagionatura: l’aria. L’aria è, infatti, ciò che trasforma una coscia di maiale conservata grazie al sale nel prosciutto come noi lo conosciamo. «Trasforma» è la parola esatta perché le caratteristiche del prosciutto crudo sono profondamente diverse da quelle della carne fresca, e non solo riguardo al sapore.
Quando il grasso è salutare
Nella nostra epoca grassofobica spesso anche alcuni medici – esperti di medicina, ma ignoranti di nutrizione – suggeriscono di rimuovere il grasso del prosciutto crudo.
Sbagliato: quel grasso non ha più nulla a che fare, se non nell’aspetto, con il lardo o con quello delle salsicce.
Il grasso di prosciutto crudo contiene il 45 per cento di acido oleico, ovvero la componente base dell’olio di oliva, e il 15 per cento di acido linoleico, che aiuta a prevenire l’arteriosclerosi. A ciò si aggiunga che la stagionatura modifica la sequenza degli aminoacidi, rendendo la carne del prosciutto come se fosse predigerita, quindi conserva le stesse virtù nutritive della carne fresca, ma è molto più digeribile. Infatti questo è uno dei rari casi in cui viene smentita l’affermazione dello storico economico e dell’alimentazione Giovanni Rebora, secondo cui i medici sono «inclini a proibire tutto ciò che è buono».
Il prosciutto crudo, invece, viene consigliato, e talvolta prescritto, dai medici: viene dato agli atleti prima delle gare, comprese quelle olimpiche. Sarebbe in grado di mettere d’accordo i proibizionisti con Maino de’ Maineri, medico milanese del Trecento, secondo il quale «ciò che piace fa bene.»
Il grasso del prosciutto crudo, quindi, non solo non fa male, ma fa addirittura bene. Visto che prosciutto e melone è un piatto tipicamente estivo, chi scarta il grasso del prosciutto crudo (che combatte il colesterolo cattivo) e invece si crogiola al sole (comportamento a rischio di melanoma) dovrebbe avere qualche spunto di riflessione.
Un antipasto alternativo che stupirà i vostri ospiti
Tempo preparazione: 10 min. ca.
Ingredienti Sushi all’Italiana di Mortadella Bologna per 4 persone:
- 4 fette di mortadella spessa
- 180 gr di crescenza o similare
- 2 cucchiai Parmigiano Reggiano(grattugiato)
- Glassa Di Aceto Balsamico
- qb. Pepe
- 50 g Granella Di Pistacchi
Procedimento ricetta Sushi all’Italiana di Mortadella Bologna
Tagliare la mortadella a strisce.
Occorre in una ciotola mescolate la crescenza con il parmigiano e un pizzico di pepe.
Ammorbidire ed amalgamate la crescenza con le fruste elettriche
Spalmare la crema di formaggio preparata.
Tritare i pistacchi e spargerli sopra al formaggio.
Arrotolare le fette di mortadella come fossero sushi.
Guarnire con la glassa di aceto balsamico.
Consiglio avvolgete i rotolini separati nella pellicola e fateli riposare in frigorifero per un’ora.







