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Dopo la Pizza, focaccia, piadina, pane… mancava solo lei: la Pinsa romana!
La pinsa è una recente buonissima invenzione, un lievitato di successo che da anni oramai spopola in ristoranti e forni, della Capitale e non solo! Si tratta di un impasto molto idratato, a lunga lievitazione (dovrete avere pazienza e più ne avrete e più il risultato sarà eccezionale!), ottenuto con uno speciale mix di farina apposito: farina di grano duro, di riso, di soia. Si dà una forma ovale, si fa una precottura della base e poi si condisce come si vuole… la mitica e intramontabile margherita? Broccoli e salsiccia per buongustai? Alla parmigiana per i più voraci oppure una versione gourmet con mortadella, pistacchio e…? A voi la scelta, più gusti ci saranno più sarà bello condividere la pinsa a tavola!
MA PERCHÈ SI CHIAMA PINSA?
La Pinsa viene dal latino “Pinsere” che in italiano significa allungare – stendere?
LA STORIA
Quella che potremmo più giustamente chiamare “Pinsa Romana moderna” è una rivisitazione di un’antica ricetta che risale al tempo dell’ Antica Roma, rielaborata grazie a ingredienti e tecniche di lavorazione odierne.
La ricetta come idea originaria prende forma da un prodotto antico che proveniva dalle popolazioni contadine fuori le mura, le quali grazie alla macinazione di cereali (miglio, orzo e farro) e con l’aggiunta di sale ed erbe aromatiche, cucinavano queste schiacciatine o focacce.
Il termine Pinsa deriva appunto dal latino Pinsere: allungare-schiacciare. Questa ricetta classica nel corso dei secoli ha subito diverse rivisitazioni, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Le caratteristiche principali della Pinsa Romana sono:
La Forma ovale
La Friabilità (croccante nei bordi e morbida all’interno)
La Digeribilità (grazie a diverse tecniche di lievitazione-maturazione)
L’unico ed originale Mix di farine utilizzato: farina di frumento, farina di riso, farina di soia e pasta madre
La Fragranza (dovuta alle ore di maturazione e dall’utilizzo della pasta madre).
L’intuizione e la nascita della Pinsa è dettata dall’esperienza e dalla grande passione per la panificazione del tecnico pizzaiolo Corrado Di Marco (fondatore dell’omonima azienda) che crea un inedito e innovativo prodotto rivoluzionando il mondo della Pizza.
Il signor Di Marco affiancando la ricerca scientifica agli insegnamenti del nonno materno sulle antiche tecniche di panificazione riesce a comprendere e migliorare i fattori dietetici oltre che a realizzare un prodotto esclusivo ed inimitabile.
Partendo proprio dall’impasto tutte le fasi di lavorazione devono essere rispettate al dettaglio, a dimostrazione che la corretta produzione della Pinsa Romana è una vera e propria scienza.
La crescita esponenziale della Pinsa inizia a registrarsi sensibilmente circa 10 anni fa (2007), al giorno d’oggi si contano più di 5000 Pinserie in tutto il mondo e migliaia di clienti consapevoli delle caratteristiche e delle peculiarità di questo prodotto.
Vieni a provare la Nostra Pinsa Romana Artigianale
“L’epifania tutte le feste si porta via” dice un antico detto popolare.
Il 6 gennaio, in effetti, segna la fine di un periodo allegro e festoso. Per fortuna, a consolarci e a farci dimenticare la tristezza per le feste appena terminate ci pensa la Befana, che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio passa dalle nostre case e riempie le calze appese al camino di tanti golosi dolcetti!
La Befana, (termine di Epifania, cioè manifestazione) è per tutti un personaggio con l’aspetto da vecchia che porta doni ai bambini buoni la notte tra il 5 e il 6 gennaio.
La sua origine discende da tradizioni magiche precristiane e, nella cultura popolare, mischiandosi con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta i doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.
Come la vestiamo?! … un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte, e qua e là troviamo toppe colorate. Vola sui tetti a cavallo di una scopa..a volte, è vero, lascia un po’ di carbone ma in fondo non è cattiva. Curioso personaggio..molto amato. Fata, maga, generosa e severa…
Gli antichi Romani pensavano che a guidarle fosse Diana, dea legata alla vegetazione.
La befana è vista come una sorta di Nonna buona che premia o punisce i bambini..
I bambini buoni riceveranno dolcetti e qualche regalino, ma quelli cattivi solo il carbone, che simboleggia le malefatte dell’anno passato.
In alcune regioni, esempio il Lazio, il giorno dell’Epifania vengono allestite fiere culinarie, ma è anche l’ultimo giorno di vera festa, l’ultimo in cui si tiene l’albero di Natale a casa. Qualche anno fa in questa giornata c’era l’usanza di scambiarsi dei regali più modesti rispetto a quelli del 25 dicembre..
La leggenda …
Si dice che i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchia.
Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. Poi pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci.
Si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il bambino Gesù.
Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
La Tradizione della Befana..
La Befana, tradizione tipicamente italiana rappresentava anche l’occasione per aggiungere alla dispensa di casa qualcosa .. venivano indossati i panni della Vecchia, quella notte tra il 5 il 6 gennaio e passavano di casa in casa ricevendo doni, perlopiù in natura, in cambio di un augurio e di un sorriso.
Oggi la Befana sta vivendo una ritorno legato alla riscoperta e alla valorizzazione delle antiche radici, tradizioni del nostro paese.
La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte con le toppe alla sottana: Viva, viva la Befana!
Come si fa a non amare questa tenera e simpatica vecchina che ci vizia con i suoi golosi regali? Caramelle, biscotti, cioccolatini… e ovviamente l’immancabile carbone di zucchero!
Vi Aspetta come tutti gli anni in Bottega , con le befane Kinder Ferrero da collezione, le tipiche calzette e tanti dolci per personalizzare la vostra calzetta….passa in Bottega e rinnova la nostra tradizione tipicamente italiana.
>>> Vedi la Ricetta per preparare il carbone direttamente a casa Tua!!!
Un dolce veloce veloce per la domenica?!
Bastano pochi ingredienti..
✨Pavesini(7pacchetti)
🎄Nutella 450 gr(un barattolo)
🧸Una tazzina di caffè con 4cucchiai d latte
🌹Panna per dolci 400 ml
🌙Panna fix (due buste)
Sciogliete la Nutella a bagnomaria o nel microonde

Montate a neve la panna e versateci la panna fix così da addensare per bene la panna.

Prendete un vassoio 🍽️ passate i Pavesini nel latte e caffe(raffreddato) e fate la base..

Dopodiché mettete nutella poi la panna, formate un altro strato di Pavesini imbevuto nel latte & caffè poi continuate con nutella e panna, così fino a che finite gli ingredienti..
Mettete in frigo per 5/6 orette e divorate 😋👍
Un dolcino 🍰 semplice e buono!
La Torta al Miele, Ricotta e Noci è un dolce perfetto soprattutto per la prima colazione.
La torta ricotta miele e noci senza burro una torta semplicissima, senza zucchero ma solo con il miele, facilissima e senza dover sbattere nulla con lo sbattitore elettrico. Vi basteranno una ciotola e un cucchiaio e in pochi minuti infornerete una torta soffice, alta, profumata e golosissima.
- Difficoltà Molto facile
- Costo Basso
- Tempo di preparazione 10 Minuti
- Tempo di cottura 35 Minuti
- Porzioni 4/6 persone
Ingredienti
- 250 gFarina
- 250 gRicotta
- 150 gMiele
- 50 mlLatte
- 2Uova
- 100 gNoci
- 1 bustinaLievito in polvere per dolci
- q.b.Zucchero a velo
Preparazione
Per una teglia da 20/22
Mettete la farina in una ciotola insieme alla ricotta, al miele e le due uova intere e il latte.
Mischiate e mescolate bene con un cucchiaio poi per ultimo aggiungete anche il lievito per dolci e continuate a mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo e senza grumi.
Tritate grossolanamente le noci e unitele all’impasto in modo che si distribuiscano perfettamente.
Prendete una teglia (possibilmente con cerniera) oleata, con carta forno oppure imburrata e versate il composto all’interno della tortiera livellando bene la superficie.
Cuocete la torta ricotta miele e noci in forno preriscaldato a 180° per 35 minuti circa.
NB: Fate sempre la prova stecchino per sincerarvi che dentro sia cotta. Se lo stecchino uscirà pulito potrete sfornare la torta.
Fate raffreddare totalmente la torta e cospargetela di zucchero a velo.
VARIANTI E CONSIGLI
Potete sostituire le noci con nocciole o uvetta. Potete sostituire la ricotta con yogurt o con mascarpone in uguale dose. Non preoccupatevi se la torta sarà un po’ scura è l’effetto del miele
Potete mettere qualsiasi tipo di miele anche se noi Vi Consigliamo il Miele Artigianale della Tuscia 100% Italiano









